La sicurezza on line

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La sicurezza on line

Oggi  i nostri alunni  hanno accesso a dispositivi digitali, connessi e smart (come tablet, smartphone o giocattoli intelligenti) in età sempre più precoce. le statistiche indicano che un bambino su tre è un utente di Internet. Nonostante l'accesso alle tecnologie digitali non uniforme (vedi problema opposto, il digital divide)  e le attività on line siano diversificate ci sono evidenze che indicano l'importanza e l'urgenza di formare i giovani in merito alla sicurezza online.

Nonostante le indicazioni relative all'età servizi  e  giochi online.  piattaforme di social media come Instagram, YouTube o Facebook, per non parlare del peggiore tra tutti, WhatsApp, sono molto popolari tra inostri alunni, in particolare tra i pre-adolescenti e gli adolescenti. 

E' drammatico come gli adolescenti, per costruire un'immagine positiva di sè si espongano on line senza persare agli effetti negativi che tale visibilità può dare loro, senza pensare a quelle distorsioni  di comportamento legati alla ricerca di popolarità, di cui parlano i media  proprio in questo periodo, 

Anche se  Internet offre ai ragazzi di oggi molte opportunità di comunicazione, apprendimento, espressione personale, creatività e partecipazione, ( in cui sono la prima a credere)  ci sono anche  motivi di preoccupazione  dei queli è necessario rendere consapevoli le famiglie e gli stessi alunni. Non si può non essere preoccupati per  la proliferazione di fenomeni come il cyberbullismo, i discorsi di odio o le notizie false (fake news) e della crescente quantità di tempo che tutti trascorriamo on line. 

Le ricerche mostrano che, quando sono turbati da qualcosa on line, la maggior parte dei ragazzi si  rivolge ad amici, talvolta - ma con minor frequenza a familiari per ottenere aiuto, troppo raramente invece si rivolgono a insegnanti o altri professionisti.

Per questi motivi l'educazione alla sicurezza online, è per noi  una priorità e la scuola  ha messo in atto, aderendo a progetti o mettendo in essere al suo interno varie azioni  per affrontare i problemi formativi e  promuoverla  tra i suoi alunni fin dalla giovane età.

Sono 8 anni che la scuola propone corsi extracurriculari di formazione ECDL e il percorso IT security, ma l'adesione a tali corsi è una percentuale, seppur alta, che non soddisfa più il nostro bisogno di diffusione delle informazioni sui comportamenti corretti in rete e sulla sicurezza degli utanti  on line. 

Sono diversi anni che esperti esterni accedono alla scuola per fare attività formative  con gli alunni e incontri anche con i genitori ed i docenti.

Sono alcuni anni che in tutte le prime aderiamo alle attività proposte per l'e-safer day, con attività preparatorie,  l'evento nella giornata e altre attività nelle classi successivamente, secondo le disponibilità dei docenti.

Quest'anno abbiamo aderito a percorsi vari come "io non cado nella rete" in corso da novembre 2019. 

Vogliamo  aggiungere  a questo punto un percorso per le classi che restano in istituto  durante la settimana bianca, e siamo al giro di boa.

Questa settimana gli alunni participeranno al primo gruppo di attività di formazione di base  ITC con focalizzazione mirata alla sicurezza on line.  

 

La scuola dedidera e si propone di  promuovere la sicurezza online in alcuni modi. In particolare vorremmo:
  • Promuovere l'alfabetizzazione digitale e l'educazione alla sicurezza online 
  • Incoraggiare pratiche online positive, creative, sane e sicure  
  • Sviluppare e osservare politiche di sicurezza online a misura di bambino e trasparenti
  • Garantire che l'infrastruttura tecnica della scuola sia sicura

EDUCARE non proibire

 

Questo discorso è stato tenuto durante un evento TEDx locale, prodotto indipendentemente dalle Conferenze TED. È difficile non temere per i nostri figli quando vediamo titoli sui bulli di Facebook e sul ricatto online. Ma Sonia Livingstone sostiene che dobbiamo bilanciare le nostre reazioni e non necessariamente imporre ulteriori restrizioni. Sonia Livingstone è professore presso il Dipartimento di Media e Comunicazione della LSE e autore o editore di diciassette libri tra cui, di recente, Children, Risk and Safety Online (a cura di Leslie Haddon e Anke Görzig, 2012), Regolamento sui media (con Peter Lunt, 2012) e Significati del pubblico (a cura di Richard Butsch, 2013).

Adottando un approccio comparativo, critico e contestualizzato, la ricerca di Sonia esamina le opportunità e i rischi offerti dalle tecnologie digitali e on line in una vasta gamma di contesti. Dirige una rete di 33 paesi, EU Kids Online, finanziata dal programma Internet più sicuro della Comunità Europea, e fa parte del comitato esecutivo del Consiglio per la sicurezza di Internet in Inghilterra, per il quale è la campionessa delle prove.

 

 

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